flonganoA3Il Rotary Club di Campobasso ha organizzato il convegno “Francesco Longano ed il sogno di una società moderna”, in Ripalimosani (CB) presso il Convento San Pier Celestino V, il giorno 21/8/2015 alle ore 18,00.

 

GUARAGNELLA

 

 

 

 

Di seguito la trascrizione dell’intervento del Prof. Giampaolo Colavita

Nel solco fertile dell’illuminismo meridionale, tracciato da Antonio Genovesi, germinò il genio di tanti intellettuali tra cui il molisano Francesco Longano (1729 -1796) da Ripalimosani. Sotto la guida spirituale del vescovo B. Cangiano abbracciò il ministero sacerdotale e ben presto si trasferì a Napoli, dove sviluppò l’insegnamento genovesiano che si proponeva di riconciliare l’uomo con se stesso, la natura e Dio, in uno scenario sociale che focalizzava la condizione negletta delle masse contadine emarginate e relegate nella più profonda miseria.

L’approccio del Longano a questa problematica sociale fu quello di una conoscenza e di una testimonianza diretta, che egli acquisì con il suo Viaggio per lo contado di Molise nel 1786 e quelli in Capitanata, in Terra di Bari e in Terra di Lavoro, rilevando gli usi, i costumi, le attività dei singoli luoghi e comunità e propugnando fortemente un ammodernamento dei sistemi produttivi, soprattutto dell’agricoltura, che il Longano riteneva l’attività più “naturale”.

E Ripalimosami ha voluto ancora una volta ricordare il suo illustre figlio con un convegno dal titolo “Francesco Longano ed il sogno di una società moderna”, che si è svolto lo scorso 21 agosto nei locali del convento San Pietro Celestino. Dopo i saluti del sindaco Michele Di Bartolomeo, Giuseppe Di Fabio ha presentato sinteticamente il progetto “Scuola di Ruralità – Francesco Longano”, che si propone di far rivivere l’impegno sociale del Longano attraverso una serie di iniziative indirizzate ad una rinnovata attenzione per l’agricoltura non solo come attività economica, ma anche culturale, nell’accezione più pragmatica del termine.

Il compito del Rotary è proprio quello di promuovere e sostenere una cultura che si fa interprete del tempo moderno in tutte le sue sfaccettature, ha detto nel suo indirizzo di saluto il prof. Maurizio Gasperi, presidente del Rotary Club di Campobasso.

La professoressa Rosamaria Camposarcuno Lalli, con passione e tangibile emozione, ha ricordato quanto il pensiero e l’opera di Francesco Longano siano stati, a più riprese, analizzati e studiati in chiave moderna da Renato Lalli, suo consorte scomparso qualche anno fa. E proprio al Longano, Renato Lalli faceva riferimento non solo per i suoi interessi di storico, ma anche per quello che fu il suo lungo impegno a sostegno delle rivendicazioni dei contadini nel secondo dopoguerra.

Il pensiero di Longano è abbastanza vicino a quegli scenari che oggi evoca papa Francesco, ha detto il professor Pasquale Guaragnella dell’Università di Bari. Egli è stato un prelato (aveva il titolo di Abate) ed un intellettuale fortemente impegnato per il cambiamento di uno stato feudale verso una democrazia della felicità. Infatti, il pensiero del Longano era fortemente impregnato dello spirito e dei principi della rivoluzione americana, che pochi anni prima aveva portato all’indipendenza di quelli che sarebbero diventati poi gli Stati Uniti d’America.

L’evento è stato allietato dalle suggestive note di chitarra, mandole e mandolini del Quintetto Filipoli Circolo Musicale “Pietro Mascagni” di Ripalimosani, che porta il nome proprio di quella comunità che Francesco Longano immaginava prosperosa e felice sulle pendici del Matese. Filopoli, un’utopica società perfetta e democratica in cui, scriveva Longano, Montesquieu stesso avrebbe voluto soggiornare e scrivere.

 

Prof. Giampaolo Colavita