Altro importante evento durante la conviviale con ospiti del Rotary Club di Campobasso. Evento creato in linea con il Piano direttivo di Club ed impreziosito dalle relazioni di Carmelina Colantuono e Nicola Di Niro.
Carmelina Colantuono, seconda di cinque fratelli, ha un legame speciale con il Molise. E’ un legame che le deriva dalla propria famiglia, custode di una tradizione antica di millenni, della quale lei è oggi l’erede. Parliamo della TRANSUMANZA. La famiglia Colantuono è praticamente rimasta l’unica in Italia a praticarla come un tempo: naturalmente lungo i tratturi.
È stata ospite di eccezione nel 2015 di Expo Italia, dove è stata considerata l’ultima cowgirl italiana, equivalente femminile di un cowboy, che il Molise indicò come miglior esempio regionale di impresa portata avanti secondo i canoni indicati da Expo
Nicola Di Niro è Direttore dell’Agenzia per lo Sviluppo Rurale – Asvir Moligal. Capofila del progetto di cooperazione transnazionale per la candidatura delle VIE e della CIVILTÀ della TRANSUMANZA a patrimonio materiale e immateriale dell’Umanità. Lo scopo di questo progetto è valorizzare e rivitalizzare le aree montane e rurali su cui insistono i tratturi, i percorsi lungo i quali, un tempo, si affacciavano ostelli, chiese, taverne e rifugi per quanti le percorrevano.
Due relazioni molto belle, arricchite da un filmato, “La lunga via del cuore”, magistralmente montato e commentato dal regista Pierluigi Giorgio. Filmato che può essere visto su You Tube.
Il tema delle relazioni è stato “La transumanza, occasione di Sviluppo”.
“La Transumanza, forse, è il rito più antico che l’uomo ha compiuto da quando è riuscito ad organizzarsi in comunità produttiva. Il Fenomeno è diffuso su tutto il territorio Europeo, ma anche negli altri continenti. La Transumanza è una esigenza degli armenti, delle mandrie insomma, di quelli animali domestici che l’uomo alleva per la produzione di carne, latte e pellame.
Gli animali che sono liberi al pascolo o vivono allo stato brado e necessitano di trovare il pascolo tutto l’anno, ecco il perché della Transumanza. In estate si lascia la pianura per la montagna. In inverno il contrario si torna al piano.
Transumanza orizzontale, lungo le antiche vie tratturali, maggiormente nel sud Italia, è riferita ai trasferimenti di più giorni, anche di settimane, da una regione ad un’altra o attraversando anche più regioni, come si faceva negli Abruzzi, nel Molise e nella Puglia. La transumanza alpina, alpeggio, è invece la transumanza di tipo verticale, dalle aree pedemontane direttamente ai pascoli di montagna, spostamenti di pochi giorni.
Oggi il fenomeno è molto diminuito, perché gli animali vengono allevati nelle stalle e obbligati ad ingrassare velocemente ed a produrre più latte. Pertanto, la Transumanza viene praticata da pochi nuclei familiari o aziende di medie dimensioni che, però, si distinguono per produzioni e prodotti di alta qualità.
Fra questi pochi tenaci allevatori, rimane una famiglia, forse l’ultima, quella dei Colantuono di Frosolone, che tra Il Molise e la Puglia ancora pratica una grande transumanza di tipo orizzontale: un viaggio di 5 giorni con partenza da San Marco in Lamis (FG) e arrivo a Frosolone, circa 180 km di tratturi; attraversamenti di strade statali e comunali, ferrovia, guadi di fiumi e torrenti, con a seguito circa 400 capi bovini di razza podolica e circa 30 mandriani a supporto della carovana.
Negli ultimi 15 anni, alla transumanza e ai percorsi tratturali, sono stati dedicati diversi lavori di studio e ricerca storica, per definire due ambiziosi progetti di valorizzazione. Il primo quello che è stato finalizzato alla candidatura immateriale della transumanza a patrimonio UNESCO, chiuso in data 27 marzo 2018, con la presentazione del fascicolo transnazionale completato da Italia, Austria e Grecia.
Il secondo, quello che vede la firma per il progetto “Pastoralismo, Transumanze e Grandi Vie delle Civiltà”, finalizzato alla valorizzazione dei tratturi e dei percorsi dei pastori per generare uno sviluppo rurale delle aree interne, nell’ambito del turismo sostenibile, delle produzione tipiche, del recupero delle tradizioni ma, soprattutto, per evitare lo spopolamenti dei borghi e dei paesi, fenomeno ormai abbastanza diffuso nel Molise e nel sud Italia. Una sfida importante quest’ ultima, che vede un partenariato coeso delle Regioni Italiane di Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Campania e Lazio, con altre Regioni Europee dove la transumanza ancora è praticata. Con orgoglio possiamo dire che il Molise è stato scelto quale capofila del progetto.”
Il Rotary Club di Campobasso ringrazia ancora una volta, Carmelina Colantuono e Nicola Di Niro per avere arricchito, in una conviviale serena e partecipata, con due affascinanti relazioni, la conoscenza dei tanti soci che hanno avuto la fortuna di ascoltare i due bellissimi ed interessantissimi interventi.